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E adesso sono quaranta

Un altro titolo prestigioso si aggiunge alla bacheca della Samurai Zen Club di Ostia. È quello conquistato domenica 30 ottobre da Mirko Salaris nei Campionati Mondiali Unificati organizzati a Marina di Carrara dalla federazione WTKA International. Non è la prima volta che il dojo lidense riporta dei riconoscimenti così importanti dalla manifestazione toscana, diventata oramai una tradizione nel Continua a leggere E adesso sono quaranta

55 Anni di Tatami

Quella cintura bianca

Nell’ufficio del Maestro Berengario, appesa al muro sopra la sua postazione di lavoro, tra katane, foto, articoli e gagliardetti, c’è una cintura bianca. Sul pacchetto che la contiene una targhetta riporta una data: 1961. Quella è la prima cintura di un adolescente lidense appassionato di arti marziali che ha iniziato a settembre 2016 la sua cinquantacinquesima stagione sul tatami. Da allora sono passati diversi anni che hanno visto il susseguirsi delle stagioni della formazione, dell’agonismo e dell’insegnamento, ma la passione è la stessa. Forte come quella di un adolescente e tenace al tempo stesso, è recalcitrante e sdegnosa nei confronti dell’esempio fornito da quei maestri che vivono sugli allori e presi dai loro ricordi lasciano la conduzione Continua a leggere 55 Anni di Tatami

UNA SCELTA DI CAMPO

Accomunare arti marziali e sport da combattimento viene facile e naturale ai non addetti ai lavori. Per gli specialisti, al contrario, questo è un accostamento che non ha proprio ragione di esistere e, anzi,  è foriero di confusione. È importante avere le idee chiare anche su questa materia, soprattutto quando si tratta di scegliere la disciplina da praticare nel tempo libero o quella più adatta ad aiutare la crescita dei propri figli. Tra i due mondi i più importanti motivi di discrimine riguardano l’origine e la cultura di riferimento. Arti marziali sono soltanto le discipline orientali, su questo non si possono aver dubbi. Pur nascendo come tecniche da guerra e difesa personale, esse sono state mediate nel tempo da conoscenze filosofiche e religiose riconducibili fondamentalmente a Buddismo, Confucianesimo e Taoismo, tanto che nella loro forma definitiva i due elementi, il guerriero e lo spirito, si sono Continua a leggere UNA SCELTA DI CAMPO

Un DO

Un estratto del nuovo libro del Maestro Berengario, un brano pieno di significato, che va letto attentamente e con cura.

 

In effetti, sebbene questo approccio di tipo “comparativo” possa ritenersi concettualmente errato, oltre che un vizio diffuso, in origine quello che oggi viene definito karate era più semplicemente denominato te (mano) o tode (mano cinese). Inoltre, per quanto strano possa sembrare, il karate non ebbe una presa folgorante, immediata sulla società del XX secolo. Esso appariva, perlopiù, come una delle tante varianti di pugilato cinese. Aspetto che non aiutava la diffusione, vista la forte tendenza nazionalistica di cui era pervaso in quel periodo il Giappone. Il karate di Okinawa, con gli ideogrammi che richiamavano una matrice culturale cinese, rischiava di rimanere sostanzialmente estraneo al mondo del budo giapponese, erede spirituale degli aristocratici samurai. Il termine karate in origine era scritto con degli ideogrammi che, più o meno, significavano “mano di tang” (dal nome, pare, della dinastia regnante in Cina tra il VII ed il X secolo d.c). Di conseguenza, questa espressione tendeva irrimediabilmente a creare un’allusione diretta alla cultura ed alle influenze continentali. In questo ambiente culturale dall’impronta piuttosto xenofoba, Funakoshi, che era un giapponese di “provincia” e per di più di un’isola piuttosto remota, si rese conto che era necessario trovare una grafia che, senza comprometterne la diffusione a causa Continua a leggere Un DO

KARATE, QUANDO LA DIFFICOLTA’ AIUTA A SVELARE SE STESSI

Insieme di principi tecnici ed aspetti spirituali, la millenaria Arte Marziale propone all’uomo contemporaneo i mezzi per affrontare un mondo sempre più complesso.

La sapienza popolare vuole che la medicina amara sia anche quella che faccia più bene. Tuttavia, visto che non è gradevole, la si tiene nel cassetto per usarla solo in casi eccezionali, quando proprio non se ne può fare a meno. Lo stesso destino, più o meno, sembra essere riservato al Karate tradizionale. Considerato sport difficile, di sacrificio e di poche soddisfazioni, nell’ultimo decennio ha perso il suo ruolo di fenomeno di massa, sostituito in questo da discipline più facili. Nate come costole delle Arti Marziali, soprattutto del Judo, del Ju Jutsu e del Goshin-do, Continua a leggere KARATE, QUANDO LA DIFFICOLTA’ AIUTA A SVELARE SE STESSI

Fine Corso

E anche quest’anno siamo arrivati alla fine del corso, anche se le lezioni dureranno ancora qualche giorno, fino alla fine del mese.

Anche quest’anno è stata fatta la foto di “rito” un modo per salutarci e darci l’arrivederci all’anno prossimo, sperando di essere sempre più numerosi.

Fine Corso Luglio 2016
Fine Corso Luglio 2016

Alla prossima, ma ricordate gli articoli non si fermeranno

Un Allievo

Il Karate come percorso culturale

L’allenamento nel Dojo è la porta d’accesso ad un mondo dalle grandi potenzialità psicofisiche. Per apprezzarle a pieno è necessario studio e tanta costanza.

La lezione di Karate è quanto di più fisico si possa immaginare. Si comincia con la ginnastica di riscaldamento per poi passare alle tecniche, a colpi di mano e di piede. Ma è davvero tutto qui? “Ni”, si potrebbe rispondere, perché se è vero che il Karate, come Arte Marziale e come Sport, si esprime a livello corporale, è altrettanto vero che senza un accurato studio della tecnica i colpi si tradurrebbero in una mera sequenza di calci e pugni, che finirebbero per fare male già a colui che li esegue. Un pugno, più o meno, sappiamo tutti come tirarlo e si potrebbe perfino dire che è un movimento spontaneo, ma lo tsuki, il colpo con la mano chiusa proprio del Karate, presuppone studio ed applicazione se vuole essere efficace. Come qualsiasi altra tecnica, esso è il frutto di un lavoro di perfezionamento biomeccanico che rimonta ai primordi della storia della disciplina ed in quanto tale esso è lo strumento attraverso cui si tramanda una cultura millenaria.

È per questa ragione che, per gli allievi di qualsiasi età e cintura, l’apprendimento non termina alla fine della seduta di allenamento, ma trova nei libri un essenziale complemento. Continua a leggere Il Karate come percorso culturale

Arti Marziali e Cinture

La prima cosa che si è soliti chiedere quando si incontra qualcuno che pratica arti marziali è “che cintura sei?”. La domanda è spontanea, automatica quasi, ed evidenzia il diverso approccio mentale che abbiamo noi occidentali nei confronti delle discipline marziali. In virtù della nostra mentalità classificatoria, tendiamo ad identificare le persone in base a precisi attributi, tra i quali il grado è uno dei più usati. Nel nostro caso, la cintura (Obi in giapponese) è interpretata come “segno” dell’abilità tecnica di quella persona, della sua capacità di difendersi ed attaccare un avversario. Un giapponese, però, non ne farebbe la nostra stessa lettura. Infatti, anche se introdotto nel Budo (termine che designa le arti marziali con fine pacifico) solo in età moderna, il sistema gerarchico delle cinture  (kyu-dan) ha conservato, e conserva tuttora, una profonda connessione con la tradizione filosofica e spirituale.

In Giappone, per un praticante di Judo, Karate, Aikido, la conquista della cintura nera, ad esempio, Continua a leggere Arti Marziali e Cinture

Shintai (movimenti del corpo)

Nella pratica del Karate, durante l’allenamento, eseguiamo migliaia di movimenti del corpo, ma ne conosciamo il loro nome e significato. Di seguito riporto un estratto del libro del maestro Berengario sull’argomento.

SHINTAI

Gli Shintai sono tecniche di spostamento del corpo con scivolamento dei piedi al suolo.

  • Taiju no Ido: spostamento del peso del corpo da un piede ad un altro, ad esempio da Shomen Daschi a Zenkutsu Dachi.
  • Ayumi Ashi: fare un passo avanti o indietro normalmente, ad esempio Hidari Hanmi Gamae o Migi Hanmi Gamae
  • Tsugi Ashi (tsugi = a seguire): piede scaccia piede
  • Tsurikomi Ashi (tsuri = sollevare): un piede davanti all’altro per ritornare alla guardia iniziale
  • Yori Ashi: Spostamento in avanti del piede anteriore per primo. Il posteriore segue.
  • Nijiiri Ashi: scivolare con entrambi i piedi
  • Kaiten: rotazione
  • Choyaku: saltare
  • Kagami: abbassarsi

 

Spero che sia cosa gradita e al prossimo articolo.

Un allievo

Che ne sarà del Karate?

Un altro articolo del M° Berengario, lo riporto così come lo ha pensato Lui.

 

Che ne sarà del karate?

Osservando da vicino il panorama offerto dalla disciplina, con gli occhi di chi la ama e le ha dedicato tutta la sua vita, questa domanda sorge dal profondo del cuore. Il suo presupposto non è la nostalgia dei bei tempi andati, che spesso e volentieri mitizzano un passato mai esistito. Il karate praticato e insegnato cinquanta anni fa, quando qualche coraggioso l’ha introdotto in Europa, non brillava per cultura e varietà di tecniche. Il fascino della nuova disciplina richiamava nelle palestre frotte di neofiti e, vista la generalizzata mancanza di “esperti”, non si trovò di meglio che trasformare in maestri di karate le cinture nere di altre arti marziali grazie ad un breve corso. Rispetto a quanto codificato dai fondatori del karate moderno, Funakoshi e Otsuka su tutti, quella disciplina era la parente povera, sia dal punto di vista tecnico che da quello culturale, poiché basata meramente sulla forza. La successiva diffusione dei film di Bruce Lee ha alimentato l’immagine caricaturale di una disciplina di calci e cazzotti. Grazie ad un lavoro capillare durato decenni, fatto di studio, esercizio e riflessione, il patrimonio tramandato dai fondatori è stato riscoperto, assimilato e valutato in funzione del suo enorme contenuto. Kata e Bunkai, Ohyo e Kihon Kumite,  Waza e Taoshi Waza, Itori e Tanto Tori non sono solo tecniche di difesa e attacco, ma il punto di approdo di una cultura millenaria che ha fatto delle arti marziali il veicolo di trasmissione della sua filosofia e delle sue conoscenze.

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