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Esempio di Esami per Cinture Nere

In questo articolo presentiamo un esempio di esami per cinture nere che si svolge nella palestra Samurai Zen Club che ha come direttore tecnico il Maestro Chiriaco Berengario

Nel articolo troverete i video della parte pratica e teorica

Pratica
Teoria

Al prossimo articolo

Un allievo

La “Via del Karate”

Nel Karate, la formazione della persona deve procedere di pari passo con l’evoluzione tecnica…

Più si avanza nell’arte più si deve crescere moralmente e spiritualmente…

Diversamente non si sta seguendo la “Via del Karate” ma quella del virtuosismo sportivo…

o peggio della violenza.

La “Via del Karate”

Nel Karate, la formazione della persona deve procedere di pari passo con l’evoluzione tecnica…

Più si avanza nell’arte più si deve crescere moralmente e spiritualmente…

Diversamente non si sta seguendo la “Via del Karate” ma quella del virtuosismo sportivo…

o peggio della violenza.

Arti Marziali


La caccia alle streghe è una delle più antiche pratiche umane e di tanto in tanto, in questo film che si ripete nelle società di qualsiasi latitudine, a salire sulla pira sacrificale tocca alle Arti Marziali. Negli ultimi tempi, e in differenti contesti, ad esse è stata attribuita l’origine di diverse nefandezze, dalla violenza feroce con la quale alcuni giovani si sono scagliati contro loro coetanei alla cialtroneria di alcuni sedicenti maestri che, approfittando dell’ascendenza che hanno sugli allievi, si permettono di spacciare fantasiosi rimedi senza alcun riscontro scientifico.
Proprio questi infondati e pericolosi luoghi comuni mettono sul banco degli imputati un mondo, al contrario, ricco di cultura, sentimenti ed esperienze umane, costituito da decine di migliaia di praticanti di ogni età ed estrazione sociale che gli si dedicano con dedizione e impegno.
Fortunatamente, altre puntuali e circostanziate analisi sull’origine culturale, sociale e psicologica della violenza hanno invece mostrato quanto le Arti Marziali ne costituiscano un argine e non un incentivo.
È importante ricordare che il pilastro di questa cultura millenaria è senza dubbio la figura del Maestro, che nelle Arti Marziali rappresenta il mediatore che perpetua la tradizione, l’eterno allievo che non può mai smettere di cercare il proprio miglioramento personale, l’autorità che scardina i pregiudizi, la presunzione e la pigrizia degli allievi e il trascinatore che li fa appassionare.
Da ultimo, riportiamo un breve e significativo brano estratto da uno dei libri del Maestro Berengario, che commenta le fondamentali parole di Hironori Ohtsuka, fondatore dello stile Wado Ryu, la Via della Pace:
“Non c’è arte senza espressione dello spirito”. Questa frase di Hironori Ohtsuka, il fondatore del Karate moderno e profondo studioso del Budo, sintetizza la visione del mondo proposta dalle arti marziali. Esse non nascono, infatti, come mero strumento di offesa e difesa, ma come forma di meditazione attiva. In particolare, ricorda Ohtsuka, la traccia di questa origine è piuttosto esplicita nel termine Budo (la Via del Guerriero), che designa il complesso delle arti marziali di derivazione nipponica. Alla sua radice troviamo la parola Bu, che ha due antitetiche accezioni: la prima la individua come atto del “bloccare”, mentre la seconda rinvia alla “lotta”. Si possono quindi tradurre come “Via che conduce alla cessazione della guerra attraverso il disarmo” oppure “Via che conduce alla pace”.
Il Bu-do, quindi, è la “via che porta all’equilibrio eliminando i conflitti”, dove le tecniche di combattimento vanno considerate esercizi spirituali e si accompagnano a conoscenze filosofiche ed alla rettitudine etico-morale. La figura che riassume questo percorso è quella del saggio, propria a tutte le arti marziali di antica derivazione, vale a dire l’uomo che ha raggiunto uno stato di elevazione spirituale tale da permettergli di vivere degnamente la vita di ogni giorno, sia a livello interiore che esteriore. … Nel Budo i due elementi debbono conservare uno stato di equilibrio o, meglio, di con-fusione, in cui l’uno non prevalga sull’altro. Solo in questo modo il Budo può continuare ad essere la via che conduce alla pace e benessere per l’umanità. Senza una formazione spirituale solida l’esercizio non ha senso ed il mero uso della tecnica potrebbe trasformarsi in un danno alla società. In quest’ottica, a prescindere dai motivi per cui un allievo si può avvicinare al Budo, come la preparazione fisica, la difesa personale, l’acquisizione di forza per dimostrare la propria superiorità sugli altri, la bravura del maestro si misura nella sua capacità di modificare questa molteplicità di scopi. Egli dovrà dirottare le energie del praticante verso il mondo spirituale ed il miglioramento delle qualità umane, suscitando in primo luogo i sentimenti di amicizia e di rispetto per l’avversario. È questa commistione tra l’aspetto puramente fisico dell’allenamento e dell’esercizio delle tecniche di lotta e la formazione spirituale a decretare l’importanza della pratica delle arti marziali anche e soprattutto nella società contemporanea.

I diplomi di Salvamento di una volta

Oggi non parliamo di karate ma di come erano i diplomi molto tempo fa.

1/9/1960

Questo post comincia con una data, che non si riferisce ad una nascita ma segna comunque un momento a partire dal quale dobbiamo calcolare il tempo passato, come per l’età. In quel giorno di 59 anni fa, infatti, il Maestro Berengario faceva il suo primo ingresso su un tatami, evento che ha segnato la sua vita, quella dei suoi cari e di buona parte dei più di mille allievi da lui avviati al mondo delle arti marziali.

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Fine corso 2017/18

E anche quest’anno siamo arrivati alla fine dei corsi di Karate, un altro anno se ne andato, si aspetta il prossimo per rivedere vecchi amici e incontrarne di nuovi

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al prossimo articolo e al prossimo anno di lezioni

Samurai Zen Club avanti tutta

Superba prestazione dei karateki del Dojo lidense nella Karate National Cup, gara organizzata dall’Ente di promozione sportiva CSAIN (Centri Sportivi Aziendali e Industriali) e disputata lo scorso 3 dicembre presso l’impianto sportivo Honey Sport City in Via di Macchia Saponara. Continua a leggere Samurai Zen Club avanti tutta

Samurai Zen Club, sempre da protagonisti

Ancora una volta l’evento agonistico più importante d’autunno ha visto trionfare i ragazzi della Samurai Zen Club. In occasione dell’ UNIFIED WORLD CHAMPIONSHIP WTKA 2017 svoltosi all’interno del Festival dell’Oriente a Marina di Carrara dal 26 al 29 ottobre, gli atleti del dojo lidense hanno fatto la parte del leone riportando quattro vittorie e cinque piazzamenti sul podio. Si tratta di risultati di grande prestigio sia in considerazione della giovane età dei ragazzi sia della platea del partecipanti. La maratona sportiva, iniziata con tanto di cerimonia e sfilata delle delegazioni sul lungomare, ha richiamato l’adesione di 28 federazioni, per un totale di 5.000 atleti da 107 Paesi. Nelle gare di kumite, che si sono svolte tra il sabato e la domenica, gli allievi del Maestro Berengario hanno fatto valere la loro tecnica a conferma della supremazia  che non trova avversari malgrado il passare delle generazioni. Graditissimi, al momento della premiazione, i complimenti dei tecnici italiani e stranieri che hanno assistito alle gare.

I risultati:

D’Amico Simone, cinture nere, cat. –75Kg
Salaris Mirko, cinture nere, cat. –80Kg                                   
Cioli Elisa, cinture nere, cat. +60Kg                                           
Aprosio Lavinia, kyu, cat.- 60Kg
Guidoni Simone, cinture nere, cat. +80Kg
Leoni Luca, cinture nere, cat. –75Kg
D’Amico Eleonora, cinture nere, cat. -60Kg
Zarwanskyy Maksym, cinture nere, cat. –75Kg
Mandaglio Christian , kyu, cat.-80Kg

Di seguito alcune immagini delle premiazioni

Faccio i miei complimenti agli atleti della Samurai Zen Club

Alla prossima

L’Apprendimento del Karate è per tutta la vita

Karate no shugyò wa isshò de aru – L’apprendimento dell’arte del Karate è per tutta la vita.

La traduzione italiana al termine Karatedò, ossia “la via della mano vuota” rappresenta la giusta metafora di questo principio. Il karate diventa della via che il praticante decide di intraprendere sin dal primo allenamento.

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