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Riflessioni sul Karate

Oggi voglio riportare la riflessione e il pensiero del Maestro Berengario sul Karate come è adesso e sul suo futuro

“La metafora del fiume, tanto nella tradizione culturale occidentale quanto in quella orientale, è spesso chiamata rappresentare la conoscenza: il fiume scorre portando l’acqua da monte a valle, come la conoscenza che si tramanda nel tempo, si alimenta dai suoi affluenti e va in secca quando questi non ne alimentano la portata. Lo stesso accade alla conoscenza umana se privata di nuovi studi, scoperte e insegnanti.

Questa mattina, pensando al Karate, mi è venuto in mente di rappresentarlo con la stessa metafora, laddove tecniche, allievi e maestri sono gli affluenti che ne garantiscono il passaggio generazionale. Questi stessi affluenti, tuttavia, possono trasformarsi in un pericolo mortale qualora apportino scarichi tossici invece di acque cristalline cariche di vita. Questi fattori inquinanti sono i tanti Maestri che hanno ridotto l’insegnamento a quattro tecniche basilari, dimenticando l’apparato culturale che fa del Karate un’Arte Marziale e non una mera attività sportiva. Ma la nostra disciplina sta correndo ulteriore pericolo, ancora più grande. Come un fiume il cui corso è stato frammentato dalla costruzione di diverse dighe che lo hanno reso uno sterile rigagnolo d’acqua, allo stesso modo le federazioni, che se ne contengono il governo politico mirando solo a massimizzare iscritti e potere, ne carpiscono l’energia lasciandola in secca.

Allora mi chiedo: c’è ancora qualcuno cui sta a cuore il Karate?”

Pensieri e riflessioni del Maestro Berengario

La Forza della Tradizione

Parlare di tradizione può sembrare desueto nel mondo di oggi, dove tutto scorre velocemente e si fa fatica anche a pensare il presente mentre lo viviamo. Ma senza la tradizione, quindi senza la memoria e la storia del percorso che abbiamo fatto, non sappiamo neppure chi siamo e affrontiamo il futuro, anche quello in arrivo tra pochi minuti, con la resistenza che hanno le alghe nel mare in tempesta, sradicate e fluttuanti senza una destinazione.

Fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, quando è stata fondata, la Samurai Zen Club è un presidio della tradizione, da cui trae la sua forza e i propri valori: rispetto, coraggio, gratitudine, onore e sincerità. È grazie ad essa che in sessantaquattro anni di storia il dojo del Maestro Berengario è stato in grado di coltivare il talento di decine di campioni, che hanno fatto valere la loro tecnica sui tatami internazionali, e di migliaia di allievi di ogni età e condizione, che lì hanno trovato un ambiente in cui crescere sotto molti punti di vista, caratteriale, fisico e culturale. Questo perché il karate insegnato alla Samurai Zen Club non è una mera disciplina sportiva e tantomeno un’attività dopolavoristica o un passatempo per bambini che i genitori non sanno dove parcheggiare, ma un’Arte Marziale e quindi un modo di vivere rivolto all’individuo nel suo complesso. Nella tradizione giapponese, infatti, le arti marziali costituiscono una “via” verso la pace e la felicità. Per raggiungere questo obiettivo non basta imparare la tecnica, men che meno la poca rimasta in quel fenomeno impoverito che è il karate sportivo, ma occorre conciliarla con lo spirito, vale a dire con le virtù etiche e morali all’interno di un percorso di crescita psicofisica e culturale che il praticante è chiamato a intraprendere a qualsiasi età.

Un Allievo

1960 – 2022

Riporto un post di un allievo per i 62 anni di tatami del maestro Berengario

1 settembre 1960
1 settembre 2022
Auguri Maestro…
Riprendo un post che Facebook
Mi ha riproposto, e che ha innescato Ulteriori riflessioni

Il mio Maestro…
Mío e di altre migliaia di persone!
Durante la pandemia e mentre andavano scemando i provvedimenti, il Maestro ha continuato a svegliarsi presto e ad allenarsi la mattina alle 5.00 con l’amore infinito di chi ha dedicato la vita ad una missione, mentre il mondo all’intorno si fermava in un silenzio irreale, scandito dai numeri del virus, Lui ha continuato nella sua bolla di energia, a ripetere i gesti dell’onore…
Ecco Maestro, sono sessantadue anni che ripeti quei gesti, facendoli sembrare semplici.
Sei l’unico maestro che abbia studiato con tutti i capiscuola del Karate Wadō-ryū…
Ma non ne parli mai perché non sei un vanesio, sei un Gentiluomo di vecchio stampo, con delle delicatezze e un rispetto che altri possono solo sognare.
Grazie Maestro, per continuare ad essere un punto di riferimento… quando uno di noi è nei guai, è triste, ha un problema, ha bisogno di un consiglio… Tu ci sei sempre…
Caro Maestro,
Con tutto l’affetto e la gratitudine che ti devo per i tuoi insegnamenti, Auguri per i tuoi sessantadue anni di “Tatami”
Osu
Franco Cecconi
Allievo per sempre…

Esempio di Esami per Cinture Nere

In questo articolo presentiamo un esempio di esami per cinture nere che si svolge nella palestra Samurai Zen Club che ha come direttore tecnico il Maestro Chiriaco Berengario

Nel articolo troverete i video della parte pratica e teorica

Pratica
Teoria

Al prossimo articolo

Un allievo

Pensiero del Maestro Berengario…

Guardando lo scorrere di un fiume ho rivisto il destino del karate

Come il fiume si prosciuga se non viene alimentato continuamente dai suoi affluenti, così il karate si esaurisce nel corso del tempo se le sue tecniche non vengono praticate e arricchite.

Nel letto del fiume, al posto dell’acqua, resteranno solo sassi e sabbia, mentre nel karate sopravvivranno solo le quattro povere tecniche del kumite

Le opinioni di un vecchio allievo

Da più di quarant’anni frequento la palestra del Maestro Berengario e ho visto passare tanti allievi, di tutte le età. Alcuni sono cresciuti sul tatami, anche grazie alle “cure” del Maestro. Così rimango stupito nel vedere qualche vecchio compagno di allenamento, che nella Samurai Zen Club era tra le ultime ruote del carro, indossare ora la cintura nera, di Karate o altre discipline da contatto fa poca differenza, e vantare addirittura il titolo di Maestro. Tutto questo all’improvviso, senza quel percorso ultradecennale che trasforma un praticante come ce ne sono tanti in un insegnante in grado di dare veramente qualcosa ai suoi allievi. Le (varie!!!!) Federazioni Nazionali e gli Enti di Promozione Sportiva che si spartiscono il mercato della pratica della disciplina, invece di pensare alla crescita culturale del movimento, hanno infatti codificato e avallato l’itinerario di crescita degli allievi che in quattro, massimo cinque anni, li vede passare dalla cintura bianca a quella nera. In tutto ciò è facile rintracciare interessi di ordine politico e economico, ma a quelli del Karate chi ci pensa?

Per ritornare nell’ambito delle nostre conoscenze più strette, tanti allievi hanno mantenuto un legame con il dojo, invece questi sedicenti Maestri no, guarda caso, sono spariti senza onore come coloro che gli hanno riconosciuto la cintura nera. Il Maestro, però, è ancora vivo e sa come si sono formati. Perché, allora, si vantano di ciò che non sono e vanno avanti con le loro bugie?

Il Maestro è convinto che la pratica del Karate sia ancora un’arte preziosa nonostante le difficoltà che essa presenta, tanto dal punto di vista culturale quanto da quello etico e sportivo. Inoltre, il Karate rimane ancora oggi una “via” di perfezionamento, sia interiore che esteriore, a patto, però, che lo si liberi da quelle sovrastrutture di interessi meschini e particolari da cui esso sembra oggi minato. Vedi le cinture nere e i dan regalati.

60°

Sessanta anni di tatami. Non è un record, ma i sei decenni di attività nelle Arti Marziali che il Maestro Berangario celebra quest’anno costituiscono un traguardo importante, probabilmente unico nel panorama nazionale. Abbiamo più volte parlato di tutto ciò che dà lustro alla sua intensa storia personale, quindi in questa occasione ci limitiamo a ricordare ciò che lega insieme tutti questi anni di dedizione assoluta al Karate e dona loro quel senso di levità grazie al quale il domani non è un giorno come gli altri ma un evento, l’occasione per imparare qualcosa di nuovo. Questo collante potentissimo è la PASSIONE, la forza che sta dietro tutti i grandi progetti umani.

La “Via del Karate”

Nel Karate, la formazione della persona deve procedere di pari passo con l’evoluzione tecnica…

Più si avanza nell’arte più si deve crescere moralmente e spiritualmente…

Diversamente non si sta seguendo la “Via del Karate” ma quella del virtuosismo sportivo…

o peggio della violenza.