In questo articolo presentiamo un esempio di esami per cinture nere che si svolge nella palestra Samurai Zen Club che ha come direttore tecnico il Maestro Chiriaco Berengario
Nel articolo troverete i video della parte pratica e teorica
Il Maestro Berengario ha prodotto un altro piccolo libro, che definirei una dispensa di grande valore tecnico, in cui è presente tutto il necessario per imparare e capire i concetti su cui si basa la “nostra Arte”, si storici che psicofisici, passando per concetti di fisica base per capire le forze in gioco durante l’esecuzione di una tecnica.
Per chi fosse interessato mi contatti pure per informazioni
E anche quest’anno siamo arrivati alla fine dei corsi di Karate, un altro anno se ne andato, si aspetta il prossimo per rivedere vecchi amici e incontrarne di nuovi
al prossimo articolo e al prossimo anno di lezioni
Dopo gli esami che si sono svolti Sabato 03/06/2017 si è anche svolta la cerimonia di consegna delle delle cinture nere. La cerimonia si è svolta subito dopo il termine degli esami, brillantemente sostenuti dai ragazzi.
Le nuove cinture nere dopo lo sforzo sostenuto per gli esami sono stati entusiasti di ricevere la loro cintura nera can la cerimonia tradizionale, hanno dato fondo alle loro energie per affrontare anche questa cosa nel modo più corretto.
Da questo link si può vedere il filmato ripreso durante la cerimonia di consegna delle cinture nere
Vi propongo anche alcune immagini dell’evento per ricordare i momenti salienti
Ne approfitto per rinnovare i miei complimenti alle nuove cinture nere, e che questo sia solo l’inizio di una nuova avventura e stimolo di crescita e responsabilità.
Un ringraziamento particolare al nostro Maestro Berengario, per i suoi insegnamenti.
Il Karate è una disciplina difficile ed anche campioni affermati non possono esimersi da un assiduo esercizio. Le difficoltà tipiche di questo sport non sono legate solo al valore dei rivali ed alla prontezza dei giudici nel riconoscere chi per primo ha portato il colpo vincente, ma riguardano da vicino la preparazione tecnico-atletica e psicologica dell’atleta. Parafrasando Sun-tsu, autore de “L’Arte della guerra”, si può dire che l’incontro deve essere vinto ancora prima di salire sul tatami. Questo atteggiamento presuppone una coscienza di sé ed una consapevolezza nei propri mezzi che portino a scegliere in maniera istintiva la tecnica più appropriata di fronte all’avversario. Più in generale, è l’acquisizione di tale mentalità ad identificare il Karate come Via (Do) Continua a leggere LE TRE VIE DELLA SAMURAI ZEN CLUB→
Insieme di principi tecnici ed aspetti spirituali, la millenaria Arte Marziale propone all’uomo contemporaneo i mezzi per affrontare un mondo sempre più complesso.
La sapienza popolare vuole che la medicina amara sia anche quella che faccia più bene. Tuttavia, visto che non è gradevole, la si tiene nel cassetto per usarla solo in casi eccezionali, quando proprio non se ne può fare a meno. Lo stesso destino, più o meno, sembra essere riservato al Karate tradizionale. Considerato sport difficile, di sacrificio e di poche soddisfazioni, nell’ultimo decennio ha perso il suo ruolo di fenomeno di massa, sostituito in questo da discipline più facili. Nate come costole delle Arti Marziali, soprattutto del Judo, del Ju Jutsu e del Goshin-do, Continua a leggere KARATE, QUANDO LA DIFFICOLTA’ AIUTA A SVELARE SE STESSI→
Nella pratica del Karate, durante l’allenamento, eseguiamo migliaia di movimenti del corpo, ma ne conosciamo il loro nome e significato. Di seguito riporto un estratto del libro del maestro Berengario sull’argomento.
SHINTAI
Gli Shintai sono tecniche di spostamento del corpo con scivolamento dei piedi al suolo.
Taiju no Ido: spostamento del peso del corpo da un piede ad un altro, ad esempio da Shomen Daschi a Zenkutsu Dachi.
Ayumi Ashi: fare un passo avanti o indietro normalmente, ad esempio Hidari Hanmi Gamae o Migi Hanmi Gamae
Tsugi Ashi (tsugi = a seguire): piede scaccia piede
Tsurikomi Ashi (tsuri = sollevare): un piede davanti all’altro per ritornare alla guardia iniziale
Yori Ashi: Spostamento in avanti del piede anteriore per primo. Il posteriore segue.
Nijiiri Ashi: scivolare con entrambi i piedi
Kaiten: rotazione
Choyaku: saltare
Kagami: abbassarsi
Spero che sia cosa gradita e al prossimo articolo.
Con questo articolo voglio continuare con un pochino di tecnica e tradizione, parlando degli Itori, senza dilungarmi troppo cominciamo con una spiegazione dettagliata e alla fine con un link scaricabile dove troverete il primo Itori
Gli Itori
Il gruppo degli itori è quell’insieme di esercizi che prendono avvio dalla posizione seiza, cioè seduti in ginocchio sui talloni. Usualmente vengono considerati uno dei lasciti più evidenti della precedente frequentazione del jujutsu da parte del fondatore del wado, essendo il te originariamente privo di simili applicazioni; inoltre, essendo utilizzata come postura base nelle tecniche di meditazione, ha finito col trasmettere di sé un’immagine ed una funzione quasi spirituali sebbene non sia un esercizio vero e proprio. In effetti, ad un neofita o ad un osservatore esterno con il loro aspetto cerimonioso, con la gestualità rigidamente formalizzata e con quella elegante etichetta che conduce ad inginocchiarsi senza goffaggine oppure ad avanzare inginocchiati facendo leva sui pugni (movimento piuttosto caratteristico detto shikko) potrebbero anche apparire come un prodotto proveniente direttamente dall’ambiente raffinato dei samurai dell’epoca Edo, ossia il periodo storico tra il 1600 ed il 1800 a cui in genere viene fatto risalire lo sviluppo e la diffusione di queste tecniche. In realtà il termine seiza equivale semplicemente al nostro sedersi compostamente, cioè piegare le gambe posando il sedere su di un sostegno con buona educazione: in questo contesto il sostegno sono i talloni. E’ solo una postura, a cui è opportuno abituarsi lentamente e non un esercizio sadico con cui brutalizzare ginocchia e caviglie non assuefatte a quel tipo di etichetta sociale; tanto meno va considerata come una prerogativa del karate o delle arti marziali e neppure una esclusiva delle discipline attinenti la filosofia zen, in cui viene chiamata zazen. Abitudine comune in tutto l’estremo oriente, essa va inquadrata all’interno delle consuetudini tipiche di una società che, ancora oggi, non ha abbandonato del tutto l’uso tradizionale di sedersi a terra a favore dell’uso della sedia di tipo nostrano. Da questo ambiente scaturisce l’abitudine di stare seduti in ginocchio sui talloni. Dal punto di vista pratico, infatti, la posizione in seiza non offre alcun vantaggio o beneficio specifici in termini di allenamento o salubrità: a parte il fatto di avere la schiena dritta e le caviglie in estensione, è solo un modo educato di stare seduti.
Oggi si sono svolti i passaggi di grado per gli allievi che hanno maturato il periodo di permanenza minimo e hanno debitamente consegnato e compilato il Budo Pass.
Degni nota sono stati gli esami per il passaggio di grado a 2° Kyu, cintura blu, dei ragazzi agonisti che hanno dimostrato, una buona conoscenza della parte teorico pratica, che si affianca ai buoni risultati in campo agonistico.
L’esame si è svolto nella palestra con presidente di commissione il Maestro Berengario, ed è stato analizzato e svolto l’intero programma.
Il programma di esame svolto è stato il seguente:
Pratica:
Kata Pinan Ni Dan e Bunkai
Kata Pinan Sho Dan e Bunkai
Kata Pinan San Dan e Bunkai
Kata Pinan Yon Dan e Bunkai
n°6 Waza Kumite
n°7 Taoshi Waza
Sulla parte teorica è stato visto tutto il programma di esame, degne di nota l’esposizione di alcuni argomenti da parte di ogni singolo esaminado
Elisa ha spiegato in maniera approfondita e dettagliata il Budo in tutti i suoi elemeti e dettagli
Max ha affrontato gli argomenti del Kiai, Kime, Tsuki no Kokoro e Mushin no Shin in modo dettagliato e chiato
Marco ha presentato gli argomenti Zanshin, Mizu no Kokoro, l’equilibrio e la volonta
2°Kyu
Nella foto i nuovi secondi kyu della palestra, da sinistra a destra Marco, Elisa e Max subito dopo la sessione d’esame con le nuove cinture già indossate.
Rinnovo i complimeti a loro e spero che anche da parte vostra ne verranno.
Per qualunche chiarimento sull’esame o sul programma potete contattarmi , o chiedere direttamente in palestra al Maestro.