La prima cosa che si è soliti chiedere quando si incontra qualcuno che pratica arti marziali è “che cintura sei?”. La domanda è spontanea, automatica quasi, ed evidenzia il diverso approccio mentale che abbiamo noi occidentali nei confronti delle discipline marziali. In virtù della nostra mentalità classificatoria, tendiamo ad identificare le persone in base a precisi attributi, tra i quali il grado è uno dei più usati. Nel nostro caso, la cintura (Obi in giapponese) è interpretata come “segno” dell’abilità tecnica di quella persona, della sua capacità di difendersi ed attaccare un avversario. Un giapponese, però, non ne farebbe la nostra stessa lettura. Infatti, anche se introdotto nel Budo (termine che designa le arti marziali con fine pacifico) solo in età moderna, il sistema gerarchico delle cinture (kyu-dan) ha conservato, e conserva tuttora, una profonda connessione con la tradizione filosofica e spirituale.
In Giappone, per un praticante di Judo, Karate, Aikido, la conquista della cintura nera, ad esempio, Continua a leggere Arti Marziali e Cinture
