Perché praticare il karate? La prima risposta è forse la più ovvia: un’arte marziale allena il corpo e lo spirito nello stesso tempo. Nello specifico, come funziona questo percorso? Esiste una via maestra? Per scoprirlo sono risalito a colui che, per me, è la fonte della disciplina, il Maestro Berengario. Il Maestro non mi ha risposto in maniera univoca, con una massima, ma mi ha fornito un elenco in cui ha sintetizzato le sue riflessioni, risultato di decenni di studio. Mi permetto di riportarle in questo blog.
- La tecnica è come un fiume: curve, rapide e meandri fanno parte del percorso, non sono impedimenti.
- Nel karate la formazione della persona deve procedere di pari passo con l’evoluzione tecnica. Più si avanza nell’arte, più si deve crescere moralmente e spiritualmente. Diversamente non si sta seguendo la “via del karate” ma quella del virtuoso sportivo o, peggio ancora, quella dell’aggressività.
- Il karate non va “in giro” implorando di essere trovato. Come un tesoro nascosto, si offresolo a chi confida e persevera nella ricerca.
- Non è il colore della cintura a definire il valore della persona, ma è la persona a dare valore al colore della cintura.
- Un atleta di valore sa di non essere diventato tale da solo e riconosce l’opera di chi ha liberato le sue potenzialità.
- Non si può mai dire di conoscere il karate, perché è una via da percorrere e non un sapere da acquisire.
- Come si diventa campioni? Attraverso un percorso lungo e complesso che pochi hanno la forza di intraprendere.
- Un karateka superbo è come un pallone gonfiato. Più sale in alto prima scoppia.
- Un karateka può essere battuto, mai sconfitto.
- Il karateka umile può contare sui consigli e l’esperienza degli altri, il superbo solo su se stesso.
- Associare la pratica del karate e un sano stile di vita può sembrare inutile, se non una perdita di tempo. In verità, migliora la qualità dell’esistenza.
- Il karate non è semplicemente uno sport che insegna a colpire con calci e pugni. E’ un arte marziale che ci prepara ad affrontare le avversità della vita.
- Il modo migliore per indirizzare un karateka sulla retta via è quella di percorrerla insieme a lui.
- Impara ad incassare i colpi, eviterai di essere messo KO nella vita.
- Il karate inizia e finisce con il saluto (Rei), una forma di rispetto verso se stessi e verso gli altri.
- Non si può dimostrare che le arti marziali aggiungano anni alla vita, ma si può affermare con certezza che aggiungono vita agli anni
- Se il karate è uno stile di vita, una ricerca dell’armonia che implica tutti gli ambiti dell’esistenza, allora quello che oggi viene divulgato e praticato non è che il suo fantasma.
- Il maestro è come un buon padre. Se un buon padre possiamo solo sperare di averlo in dono dalla vita, un buon maestro sta a noi cercarlo. Allora è bene impiegare il nostro tempo per seguire quello giusto e non perdersi dietro il primo che capita.
Ho ringraziato il mio Maestro quando mi ha dato queste indicazioni e l’ho ringraziato di nuovo dopo averle lette. Mi piacerebbe anche un commento da parte vostra.
Mirko, un allievo del Maestro Berengario