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Tachi Tori

In questo articolo, che ho esratto dal nuovo libro del M° Berengario, che è in uscita a breve, voglio parlare dei Tachi Tori. Alla fine dell’articolo troverete un Link dove scricare il primo Tachi Tori in formato pdf.

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Note sull’Insegnamento

In questo articolo vi voglio proporre un estratto dal nuovo libro, di prossima uscita, del Maestro Berengario. Le note sull’insegnamento, piccolo e inteso capitolo molto interessante.

Note sul insegnamento (dal Karate Wado Ryu)

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Samurai Zen Club avanti tutta

Superba prestazione dei karateki del Dojo lidense nella Karate National Cup, gara organizzata dall’Ente di promozione sportiva CSAIN (Centri Sportivi Aziendali e Industriali) e disputata lo scorso 3 dicembre presso l’impianto sportivo Honey Sport City in Via di Macchia Saponara. Continua a leggere Samurai Zen Club avanti tutta

IL KARATE, UN’ARTE PER AMATORI

Non arriveranno mai in televisione, tantomeno potranno diventare famosi. Eppure due, tre volte a settimana si presentano in palestra, regolari, immancabili, sfidando quelle leggi della fisica quotidiana che si chiamano lavoro, famiglia, mezzi pubblici, traffico, stanchezza e studio, per i più giovani. Malgrado possano non essere d’accordo i puristi di una tradizione che rintraccia solo nel Karate agonistico la vera Arte Marziale, agli sportivi amatoriali spetta l’importante compito di salvaguardare una cultura che pretende di combinare la millenaria tradizione orientale con la moderna concezione dell’attività motoria e con fini educativo-sociali. Infatti, se il Karate come Via (Do) è una disciplina fondata su presupposti psicologici e filosofici, il cui scopo è quello di far maturare nell’individuo un carattere ed una personalità equilibrata, esso non può esaurirsi, come troppo sovente si lascia ad Continua a leggere IL KARATE, UN’ARTE PER AMATORI

Cerimonia Consegna Cinture Nere

Dopo gli esami che si sono svolti Sabato 03/06/2017 si è anche svolta la cerimonia di consegna delle delle cinture nere. La cerimonia si è svolta subito dopo il termine degli esami, brillantemente sostenuti dai ragazzi.

Le nuove cinture nere dopo lo sforzo sostenuto per gli esami sono stati entusiasti di ricevere la loro cintura nera can la cerimonia tradizionale, hanno dato fondo alle loro energie per affrontare anche questa cosa nel modo più corretto.

Da questo link si può vedere il filmato ripreso durante la cerimonia di consegna delle cinture nere

Vi propongo anche alcune immagini dell’evento per ricordare i momenti salienti

Ne approfitto per rinnovare i miei complimenti alle nuove cinture nere, e che questo sia solo l’inizio di una nuova avventura e stimolo di crescita e responsabilità.

Un ringraziamento particolare al nostro Maestro Berengario, per i suoi insegnamenti.

Un allievo

Esami cinture nere

Oggi si sono svolti  gli esami per il passaggio di grado per le cinture marroni che hanno maturato il tempo di permanenza, gli esaminadi sono stati

D’Amico Simone

D’Amico Eleonora

Salaris Mirko

Leoni Luca

Cioli Elisa

Zarvanskyy Maksym

Tutti hanno portato il programma completo, con un brillante esame sia teorico che pratico

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Diamo il benvenuto alle nuove cinture nere della Samurai

Un allievo

 

LE TRE VIE DELLA SAMURAI ZEN CLUB

Il Karate è una disciplina difficile ed anche campioni affermati non possono esimersi da un assiduo esercizio. Le difficoltà tipiche di questo sport non sono legate solo al valore dei rivali ed alla prontezza dei giudici nel riconoscere chi per primo ha portato il colpo vincente, ma riguardano da vicino la preparazione tecnico-atletica e psicologica dell’atleta. Parafrasando Sun-tsu, autore de “L’Arte della guerra”, si può dire che l’incontro deve essere vinto ancora prima di salire sul tatami. Questo atteggiamento presuppone una coscienza di sé ed una consapevolezza nei propri mezzi che portino a scegliere in maniera istintiva la tecnica più appropriata di fronte all’avversario. Più in generale, è l’acquisizione di tale mentalità ad identificare il Karate come Via (Do) Continua a leggere LE TRE VIE DELLA SAMURAI ZEN CLUB

55 Anni di Tatami

Quella cintura bianca

Nell’ufficio del Maestro Berengario, appesa al muro sopra la sua postazione di lavoro, tra katane, foto, articoli e gagliardetti, c’è una cintura bianca. Sul pacchetto che la contiene una targhetta riporta una data: 1961. Quella è la prima cintura di un adolescente lidense appassionato di arti marziali che ha iniziato a settembre 2016 la sua cinquantacinquesima stagione sul tatami. Da allora sono passati diversi anni che hanno visto il susseguirsi delle stagioni della formazione, dell’agonismo e dell’insegnamento, ma la passione è la stessa. Forte come quella di un adolescente e tenace al tempo stesso, è recalcitrante e sdegnosa nei confronti dell’esempio fornito da quei maestri che vivono sugli allori e presi dai loro ricordi lasciano la conduzione Continua a leggere 55 Anni di Tatami

Un DO

Un estratto del nuovo libro del Maestro Berengario, un brano pieno di significato, che va letto attentamente e con cura.

 

In effetti, sebbene questo approccio di tipo “comparativo” possa ritenersi concettualmente errato, oltre che un vizio diffuso, in origine quello che oggi viene definito karate era più semplicemente denominato te (mano) o tode (mano cinese). Inoltre, per quanto strano possa sembrare, il karate non ebbe una presa folgorante, immediata sulla società del XX secolo. Esso appariva, perlopiù, come una delle tante varianti di pugilato cinese. Aspetto che non aiutava la diffusione, vista la forte tendenza nazionalistica di cui era pervaso in quel periodo il Giappone. Il karate di Okinawa, con gli ideogrammi che richiamavano una matrice culturale cinese, rischiava di rimanere sostanzialmente estraneo al mondo del budo giapponese, erede spirituale degli aristocratici samurai. Il termine karate in origine era scritto con degli ideogrammi che, più o meno, significavano “mano di tang” (dal nome, pare, della dinastia regnante in Cina tra il VII ed il X secolo d.c). Di conseguenza, questa espressione tendeva irrimediabilmente a creare un’allusione diretta alla cultura ed alle influenze continentali. In questo ambiente culturale dall’impronta piuttosto xenofoba, Funakoshi, che era un giapponese di “provincia” e per di più di un’isola piuttosto remota, si rese conto che era necessario trovare una grafia che, senza comprometterne la diffusione a causa Continua a leggere Un DO