Oggi voglio riportare la riflessione e il pensiero del Maestro Berengario sul Karate come è adesso e sul suo futuro
“La metafora del fiume, tanto nella tradizione culturale occidentale quanto in quella orientale, è spesso chiamata rappresentare la conoscenza: il fiume scorre portando l’acqua da monte a valle, come la conoscenza che si tramanda nel tempo, si alimenta dai suoi affluenti e va in secca quando questi non ne alimentano la portata. Lo stesso accade alla conoscenza umana se privata di nuovi studi, scoperte e insegnanti.
Questa mattina, pensando al Karate, mi è venuto in mente di rappresentarlo con la stessa metafora, laddove tecniche, allievi e maestri sono gli affluenti che ne garantiscono il passaggio generazionale. Questi stessi affluenti, tuttavia, possono trasformarsi in un pericolo mortale qualora apportino scarichi tossici invece di acque cristalline cariche di vita. Questi fattori inquinanti sono i tanti Maestri che hanno ridotto l’insegnamento a quattro tecniche basilari, dimenticando l’apparato culturale che fa del Karate un’Arte Marziale e non una mera attività sportiva. Ma la nostra disciplina sta correndo ulteriore pericolo, ancora più grande. Come un fiume il cui corso è stato frammentato dalla costruzione di diverse dighe che lo hanno reso uno sterile rigagnolo d’acqua, allo stesso modo le federazioni, che se ne contengono il governo politico mirando solo a massimizzare iscritti e potere, ne carpiscono l’energia lasciandola in secca.
Allora mi chiedo: c’è ancora qualcuno cui sta a cuore il Karate?”
Pensieri e riflessioni del Maestro Berengario