Un nuovo riconoscimento si aggiunge alla bacheca della Samurai Zen Club. Dopo i tanti premi ricevuti per l’attività formativa (vedi il Seminatore d’oro) e divulgativa, sabato 9 giugno il Maestro Berengario è stato insignito dell’Attestato di benemerenza “Uomo di sport” dall’ASC (Attività Sportive Confederate). La cerimonia si è svolta nell’ambito del Campionato Assoluto FIKTA 2018, ospitato nel Centro Olimpico FIJLKAM Pala Pellicone” sul Lungomare di Ostia, manifestazione di rilevanza nazionale che ha sancito il riavvicinamento tecnico-sportivo delle due federazioni che si spartiscono la platea dei praticanti delle arti marziali in Italia. La firma dell’ASC, ente di promozione sportiva che riunisce e coordina molte associazioni, combinata con il rilievo della giornata lidense, soprattutto dal punto di vista della gestione “politica” del Karate”, può rendere l’idea dell’importanza del tributo al Maestro. Coerente con le proprie idee, egli ha espresso più volte, anche pubblicamente, le sue critiche nei confronti dell’establishment delle arti marziali del nostro Paese. Nel corso degli anni, queste hanno finito per essere troppo schiacciate sulla pratica sportiva e sul marketing e le conseguenze, pur davanti agli occhi di tutti, vengono negate: l’ impoverimento del bagaglio tecnico e culturale dei praticanti, la trasformazione delle arti marziali in mero strumento di promozione economica e di gestione di potere. Il suo esempio, e quello della Samurai Zen Club che gestisce da cinquant’anni, dimostra, al contrario, che è possibile coniugare la crescita tecnica degli allievi con quella sportivo-agonistica degli atleti, il rispetto della cultura e filosofica della arti marziali con i risultati sportivi, i valori della tradizione con le necessità di una moderna attività economica. Se il Karate non vuole morire, deve necessariamente intraprendere questa strada.